Isola Bella

L'Isola Bella, considerata la Perla del Mediterraneo, rappresenta un'area di straordinaria bellezza, dichiarata, nel 1984, monumento di interesse storico-artistico di particolare pregio; nel 1998 è stata istituita la Riserva naturale orientata “Isola Bella” al fine di tutelarne il particolare valore paesaggistico; nel 2005 è stata inclusa tra i Siti di Interesse Comunitario (SIC). Il tratto di mare prospiciente la riserva è stato individuato come Sito di Interesse Comunitario denominato "Fondali di Taormina - Isola Bella" caratterizzato da praterie sottomarine di Posidonia oceanica, habitat prioritario di conservazione. Attualmente la gestione della riserva è affidata al Cutgana, centro di ricerca dell'Università di Catania. Il SIC denominato “Isola Bella, Capo Taormina, Capo S. Andrea”, esteso 21 ettari, è stato proposto in quanto “zona costiera di notevole valore paesaggistico con falesie che ospitano una tipica vegetazione rupicola ricca di endemismi”. Si estende su tutta la zona costiera calcarea, da Capo Taormina a Capo Castelluccio. Con decreto del 21 dicembre del 2015 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare il SIC "Isola Bella, Capo Taormina, Capo S. Andrea" è stato designato Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della regione biogeografica mediterranea insistenti nel territorio della Regione Siciliana.

La riserva si estende complessivamente per 10.49 ettari e include l’Isola Bella (zona A) e il Capo di Sant'Andrea ed il Capo Taormina (zona B). La successione litologica esposta nell’area della riserva appartiene a due distinte unità tettoniche denominate Unità di Taormina e unità di Capo S. Andrea appartenenti al Complesso geologico “Kabilo - Calabride”. Esso rappresenta l’ossatura dell'Arco Calabro-Peloritano (il settore degli Appennini che interessa l'angolo nord-orientale della Sicilia e la regione calabrese) e geograficamente si identifica con i Monti Peloritani. Le due unità tettoniche sono costituite da antichissime rocce metamorfiche con al tetto rocce sedimentarie prevalentemente carbonatiche. Le rocce metamorfiche di base sono costituite da Scisti cloritici-sericitici e rappresentano un antico basamento cristallino di età Paleozoica (da - 542 Ma - 251 Ma). Affiorano principalmente nelle aree più interne della riserva. Il litosoma maggiormente presente (che costituisce anche L’Isola Bella, i faraglioni ad essa circostanti, il promontorio di Capo Taormina) sono i “Calcari e Dolomie” del Giurassico Inferiore (esteso cronologicamente da -200 Ma - a 175 Ma). Si tratta di Calcari detritici e calcari algali di colore bianco-grigiastro deposti sul fondo di un vasto bacino oceanico chiamato Tetide, ormai scomparso a causa della convergenza e della successiva collisione occorsa tra il continente africano e il continente europeo nel Tortoniano (circa 10 milioni di anni fa). Le rocce più “giovani” dell’area sono rappresentate dai calcari Micritici rossi in facies di “Maiolica” di età Giurassico superiore - Eocene Inferiore ( circa -60 Ma), affioranti presso Capo S. Andrea.

Nonostante le modeste dimensioni la riserva conserva elementi naturalistici esclusivi, come la  piccola lucertola dalla tipica colorazione rossa del ventre, Podarcis sicula medemi, descritta come sottospecie endemica dell'Isola Bella, e numerose essenze floristiche di rilevante interesse scientifico, come Dianthus rupicola subsp. rupicola (Garofano rupicolo), Brassica incana (Cavolo biancastro), Lomelosia cretica (Vedovino delle scogliere), Micromeria consentina (Issopo di Cosentini), Ballota hispanica (Cimiciotta spagnola). In particolare, sono da evidenziare Limonium ionicum (Limonio ionico), specie alofila delle scogliere endemica esclusiva dell'Isola Bella, Capo Taormina e Capo S. Andrea  e Colymbada tauromenitana, specie rupicola endemica esclusiva di Taormina (meglio conosciuta come fiordaliso di Taormina). Tra le specie di uccelli legate all'ambiente marino è da segnalare la presenza del raro Gabbiano corso Larus audouinii, endemismo mediterraneo fortemente localizzato. Si osserva inoltre abitualmente, in periodo autunno-invernale il Beccapesci Sterna sandvicensis e il Martin pescatore Alcedo atthis. Gli ambienti rocciosi, con le imponenti pareti verticali, sono invece l'habitat ideale per il Falco Pellegrino Falco peregrinus.

La riserva offre, inoltre, un ambiente marino di grande varietà con fondali ricchi di pesci legati agli ambienti rocciosi come i saraghi, l'occhiata e giovani cernie. I fondali rocciosi della baia presentano la fanerogama Posidonia oceanica, distribuita irregolarmente (“a macchia di leopardo”) e, più in superficie, le alghe brune Cystoseira amentacea e C. brachycarpa. Notevole è la presenza dei molluschi bivalvi Pinna nobilis (Pinna comune) e Lithophaga lithophaga (Dattero di mare). Di grande bellezza le grotte sommerse, prima fra tutte la Grotta azzurra, con specie tipiche degli ambienti profondi, spesso di grande bellezza e colori accesi, come spugne, briozoi e i piccoli coralli solitari Parazoanthus axinellae (Margherita di mare) e Astroides calycularis (Madrepora arancione).

Complessivamente la Baia dell’Isola Bella rappresenta un sito di rilevante interesse, per le numerose emergenze naturalistiche presenti al suo interno, nonché per il forte ed insostituibile ruolo di isola di naturalità in un contesto fortemente antropizzato. Per la sua collocazione l'Isola Bella, con l'ambiente marino che la circonda, riveste il ruolo strategico di corridoio ecologico nel comprensorio taorminese.

Rete Natura 2000: scheda del SIC Isola Bella, Capo Taormina e Capo S. Andrea  ITA030031

Rete Natura 2000: scheda del SIC Fondali di Taormina - Isola Bella ITA030040

L'area protetta nel sito protectedplanet, database mondiale delle aree protette curato dall'IUCN e dall'UNEP.

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